Telefono

Sovraindebitamento

Il Movimento Difesa del Cittadino è attivo sul fronte del sovraindebitamento. A partire dal 2013, l’Associazione ha creato una rete di sportelli in tutta Italia, con lo scopo di fornire informazioni e assistenza ai cittadini per uscire da situazioni di indebitamento difficili. Divenuto in breve tempo uno dei punti di riferimento per le persone in gravi difficoltà economiche, questo servizio di consulenza ha assicurato agli sportelli di MDC di condurre diverse battaglie al successo, permettendo ai cittadini di liberarsi di oltre la metà dei loro debiti.

Sovraindebitamento: come affrontare e tentare di risolvere una situazione di crisi debitoria

L’attuale contesto economico espone famiglie, professionisti e imprese a rischi sempre più frequenti e difficili da prevedere. La perdita del lavoro, una malattia, la riduzione dei ricavi aziendali o l’aumento dei costi finanziari possono compromettere rapidamente un equilibrio economico che fino a poco tempo prima appariva sostenibile.

Quando le entrate non sono più sufficienti a far fronte agli impegni assunti e il pagamento dei debiti diventa incompatibile con il mantenimento di condizioni di vita adeguate, si configura una situazione di sovraindebitamento.

Questa condizione comporta spesso conseguenze particolarmente gravose: solleciti continui da parte dei creditori, interventi delle società di recupero crediti, notifiche di atti giudiziari e, nei casi più gravi, pignoramenti e procedure esecutive sui beni del debitore.

Molte persone percepiscono questa situazione come priva di soluzioni. In realtà, l’ordinamento italiano mette a disposizione specifici strumenti giuridici che consentono di gestire la crisi debitoria, riorganizzare i debiti e, in determinati casi, ottenere la cancellazione delle somme residue non pagate.

Per accedere correttamente a tali strumenti è però fondamentale affidarsi a professionisti che conoscano in modo approfondito la normativa sul sovraindebitamento e le procedure previste dal Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza.

In questo approfondimento analizzeremo il funzionamento delle procedure attualmente disponibili, il ruolo dei soggetti coinvolti e gli aspetti da valutare nella scelta del professionista

Le procedure previste dal Codice della Crisi dell’Impresa

La disciplina del sovraindebitamento è stata profondamente modificata dall’entrata in vigore del Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (D.Lgs. n. 14/2019), pienamente operativo dal 2022.

La riforma ha sostituito e aggiornato gran parte delle disposizioni contenute nella precedente Legge n. 3/2012, introducendo procedure più snelle, moderne ed efficienti, con l’obiettivo di favorire una gestione più rapida delle situazioni di crisi.

Le principali procedure oggi disponibili sono le seguenti.

Piano di ristrutturazione dei debiti del consumatore

Questa procedura ha sostituito il precedente piano del consumatore ed è riservata alle persone fisiche che hanno contratto debiti per esigenze personali e familiari, quindi estranee ad attività imprenditoriali o professionali.

Rientrano in questa categoria, ad esempio, mutui per l’acquisto della casa, prestiti personali, finanziamenti al consumo e utilizzo di carte di credito.

L’aspetto più rilevante è che non richiede il consenso dei creditori. Il piano può essere omologato direttamente dal Tribunale, purché sia ritenuto sostenibile e il debitore dimostri di aver assunto i debiti senza dolo o colpa grave.

Concordato minore

Il concordato minore è destinato a professionisti, lavoratori autonomi, imprenditori sotto soglia, aziende agricole e startup innovative.

A differenza del piano del consumatore, questa procedura richiede l’approvazione della maggioranza dei creditori secondo le modalità previste dalla legge.

L’obiettivo è consentire la prosecuzione dell’attività economica attraverso una ristrutturazione sostenibile dell’esposizione debitoria.

Liquidazione controllata

La liquidazione controllata rappresenta una procedura accessibile a tutte le categorie di soggetti sovraindebitati ed è generalmente utilizzata quando non risultano praticabili altre soluzioni.

Il debitore mette a disposizione il proprio patrimonio affinché venga liquidato e il ricavato distribuito ai creditori secondo le regole previste dalla legge.

Il principale vantaggio consiste nella possibilità di ottenere, al termine della procedura o comunque dopo tre anni dall’apertura, l’esdebitazione, ossia la cancellazione dei debiti rimasti insoddisfatti.

Esdebitazione del debitore incapiente

Tra le innovazioni più significative della riforma vi è l’esdebitazione del debitore incapiente.

Questa procedura è riservata alla persona fisica che non possiede beni o redditi utilmente destinabili al pagamento dei creditori, fatta eccezione per quanto necessario al sostentamento proprio e della famiglia.

In presenza dei requisiti previsti dalla legge, il debitore può ottenere la cancellazione dei debiti senza effettuare alcun pagamento. L’agevolazione può essere concessa una sola volta nella vita e comporta l’obbligo di destinare ai creditori eventuali sopravvenienze economiche rilevanti maturate nei quattro anni successivi.

Il ruolo dell’OCC e il procedimento davanti al Tribunale

Un soggetto centrale nelle procedure di sovraindebitamento è l’Organismo di Composizione della Crisi (OCC).

Si tratta di un organismo iscritto presso il Ministero della Giustizia che opera in posizione di imparzialità e svolge funzioni di supporto tecnico nella predisposizione della procedura.

L’OCC esamina la situazione economica e patrimoniale del debitore, verifica la completezza della documentazione e valuta la cosiddetta meritevolezza, accertando che la crisi non sia stata determinata da comportamenti fraudolenti o gravemente imprudenti.

Dopo l’analisi della posizione, il gestore della crisi nominato dall’OCC collabora con il debitore e con il suo legale per predisporre la proposta più adeguata.

Sebbene nella fase iniziale sia teoricamente possibile rivolgersi direttamente all’OCC senza assistenza legale, la presenza di un avvocato specializzato è fortemente consigliata sin dall’inizio, poiché le successive fasi giudiziali richiedono competenze tecniche specifiche.

Una volta completata l’istruttoria, l’OCC redige una relazione dettagliata e trasmette la documentazione al Tribunale competente.

Il Giudice verifica la regolarità della procedura, valuta le osservazioni dei creditori e decide se ammettere o omologare la proposta.

Se la procedura viene approvata, il debitore deve rispettare gli obblighi previsti dal piano sotto la vigilanza dell’OCC. Al termine del percorso, potrà ottenere l’esdebitazione e la definitiva liberazione dai debiti residui.

Nel caso della liquidazione controllata, invece, le operazioni vengono gestite dal liquidatore nominato dal Tribunale, che provvede alla vendita dei beni e alla distribuzione delle somme ai creditori ammessi alla procedura.

I soggetti coinvolti

Il debitore

È il soggetto che versa in uno stato di crisi o insolvenza e intende utilizzare gli strumenti previsti dalla legge per riorganizzare i propri debiti e ottenere una soluzione sostenibile.

Può trattarsi di una persona fisica, di una famiglia, di un professionista o di un’impresa non assoggettabile a liquidazione giudiziale.

I creditori

Sono i soggetti titolari di crediti nei confronti del debitore: banche, finanziarie, fornitori, condomini, Agenzia delle Entrate, INPS e altri enti.

Una volta aperta la procedura, i creditori non possono proseguire autonomamente le azioni esecutive e devono attenersi alle modalità di soddisfacimento previste dal piano o dalla procedura approvata dal Tribunale.

L’Organismo di Composizione della Crisi

L’OCC svolge una funzione tecnica e imparziale. Non rappresenta né il debitore né i creditori, ma garantisce il corretto svolgimento della procedura e la veridicità delle informazioni fornite.

Il gestore della crisi

È il professionista nominato dall’OCC, generalmente avvocato, commercialista o notaio, incaricato di seguire operativamente la procedura e di assistere il Tribunale nelle attività previste dalla legge.

Il Giudice

Il Tribunale competente è quello del luogo di residenza o della sede principale del debitore.

Il Giudice verifica la legittimità della domanda, decide sulle contestazioni eventualmente sollevate dai creditori, può sospendere procedure esecutive in corso e adotta i provvedimenti di omologazione ed esdebitazione.

Come presentare la domanda

Le procedure di sovraindebitamento richiedono una preparazione accurata e una conoscenza approfondita della normativa e delle prassi applicate dai singoli Tribunali.

La domanda deve essere presentata presso il Tribunale territorialmente competente in relazione alla residenza o alla sede del debitore.

Sebbene la legge consenta, in alcune fasi preliminari, di rivolgersi direttamente all’OCC, la predisposizione della documentazione senza adeguata assistenza può compromettere seriamente l’esito della procedura.

Errori nella ricostruzione della situazione patrimoniale, omissioni documentali o una valutazione non corretta della propria posizione possono infatti determinare il rigetto della domanda.

È inoltre importante comprendere che l’OCC non svolge il ruolo di consulente del debitore. Trattandosi di un organismo terzo e imparziale, non può assumere funzioni di difesa o rappresentanza della parte interessata.

Per questo motivo, nelle situazioni più complesse, soprattutto in presenza di procedure esecutive immobiliari o di rilevanti esposizioni debitorie, è opportuno affidarsi a professionisti con una specifica esperienza nel settore.

Come scegliere il professionista giusto

Le situazioni di sovraindebitamento sono spesso accompagnate da forte stress e preoccupazione. Proprio per questo è essenziale diffidare da chi promette risultati irrealistici o soluzioni immediate.

Ogni posizione deve essere analizzata singolarmente e richiede una strategia costruita sulle reali condizioni economiche e patrimoniali del debitore.

Prima di conferire un incarico professionale è consigliabile verificare:

  • l’esperienza specifica maturata nel settore del sovraindebitamento;
  • il numero e la tipologia di procedure gestite;
  • la conoscenza delle esecuzioni immobiliari e dei pignoramenti;
  • la presenza di provvedimenti e casi concreti documentabili;
  • la trasparenza nelle informazioni fornite e nei costi della procedura.

Un professionista qualificato non promette risultati certi, ma illustra con chiarezza opportunità, limiti e possibili criticità del caso.

Conclusioni

Il sovraindebitamento non rappresenta necessariamente una situazione senza via d’uscita. La normativa vigente offre strumenti concreti per gestire la crisi, proteggere il patrimonio e ottenere, nei casi previsti dalla legge, la liberazione dai debiti residui.

Agire tempestivamente è fondamentale. Intervenire nelle prime fasi della crisi consente infatti di aumentare le probabilità di successo della procedura e di limitare gli effetti delle azioni esecutive già avviate dai creditori.

Affidarsi a professionisti specializzati permette di affrontare il percorso con maggiore consapevolezza, individuando la soluzione più adatta alle proprie esigenze e tutelando al meglio i propri diritti.